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LA STORIA -
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Labitato,
dallaspetto tipicamente medioevale, si distende lungo il pendio di un colle a
ridosso del castello edificato nel XIII secolo. Come avvenne per Visso, le mura della
Rocca nel XIV secolo con lespandersi delle abitazioni nel villaggio sottostante
furono estese per proteggere lintero abitato. Con il declino dellautorità dei
feudatari del luogo, determinata principalmente dalla forte espansione territoriale del
comune di Visso, anche Castelsantangelo assieme al castello di Norcia, dal quale in
origine dipendeva, fu ceduto nel 1255 a Visso andando così a costituire una delle sue
cinque guaite. Pur in presenza di un Vicario vissano, mantenne sempre, con fierezza, la
propria autonomia amministrativa ed economica.
Le vicende storiche che segnano nel corso dei secoli la vita degli abitanti di
Castelsantangelo e del suo territorio sono analoghe a quelle di Visso, al quale rimase
sempre legata da profonda fedeltà. La Guaita di Castelsantangelo fu la più esposta alle
continue rappresaglie e minacce dinvasione dellesercito nursino. Il perdurare
di questo stato di cose portò ad un evitabile scontro armato che avvenne il 20 luglio
1522. Il forte esercito nursino, fu pesantemente sconfitto dai Vissani nella battaglia del
Pian Perduto grazie anche al valore degli uomini della guaita di Castelsantangelo.
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LARTE -
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| Dalla possente cinta
difensiva di un tempo restano indicative la porta SantAngelo con la scultura del
patrono e porta Nocrina, dove sullarco ogivale è riportata unepigrafe del
1431 che ricorda la Signoria di Berardo da Varano, duca di Camerino. Nellabitato,
dove si ammirano diverse abitazioni con portali quattrocenteschi, spicca per
leleganza il palazzetto rinascimentale Terenzi. Fin dal 1253 si hanno notizie della
chiesa romanica di Santo Stefano il cui interno è arricchito nel 600 da eleganti altari
lignei per i quali, purtroppo, si sacrificarono gli affreschi del XV secolo che
decoravano. Allinterno troviamo un pregevole battistero scolpito nella pietra agli
inizi del XV secolo dagli abitanti di Gualdo che nella stagione invernale erano soliti
ritirasi a Castelsantangelo. Di particolare sono il portale ed il campanile con le
sue quattro bifore. Linterno ad unica navata, mostra le pareti ricche
daffreschi risalenti al XV e XVI secolo di cui, alcuni di notevole fattura,
realizzati da artisti appartenenti alla cerchia di Paolo da Visso. Sulla parete di destra,
suscita particolare interesse per singolarità, un affresco del XV secolo in cui, vi è
rappresentato un Cristo con la croce, attorniato da vari attrezzi da lavoro il cui uso era
consentito nel giorno di domenica. Non lontano dallabitato, su un ampio e panoramico
piazzale, troviamo la chiesa ed il convento di San Liberatore. Fu uno dei più antichi
delle Marche e dellUmbria e fu eretto sul luogo dove già esisteva un oratorio
benedettino fin dal 1113. Allinterno della chiesetta trecentesca troviamo pregevoli
affreschi di cui alcuni attribuiti a Paolo Bontulli, eccellente allievo di Paolo da Visso.
Nel monastero sono conservate due preziosissime opere darte provenienti dalla
parrocchia di Vallinfante: una croce sagomata del 1300, opera di pittori della Valnerina
ed una statua lignea di Madonna con Bambino riferibile al XIII secolo. Nellabitato
di Nocelleto, poco distante, troviamo la chiesa di S. Maria, eretta nel 1362 sui resti di
unantichissima cella monastica benedettina sorta nel 822. La facciata mostra un
portale romanico sormontato da unoriginale ed elegantissima monofora trilobata.
Allinterno è custodito un polittico deccezionale fattura raffigurante al
centro, una Madonna con Bambino. Il capolavoro facilmente attribuibile al maestro Paolo da
Visso, è contornato da una sontuosa cornice finemente intagliata nel legno. |
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