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Manrico Marinozzi pittore e scultore, nasce a
Pollenza i 17 dicembre 1903 e muore in Ancona il 5 Marzo 1973.
Giovanissimo iniziò le prime esperienze artistiche nella bottega di restauro e
d'antichità del padre Remo, in via degli Orti in Pollenza.
S'impone subito per la naturale vocazione e per l'arte sublime che riesce a
trasfondere nelle opere, sia in pittura che in scultura. Fondamentalmente è un
autodidatta. La sua formazione artistica matura nella bottega artigiana, condotta
brillantemente assieme ai fratelli Riccardo e Remo. A contatto con l'arte del passato, si
specializza nei dipinti ad imitazione dell'antico, degli autori più celebri del '600 e
'700, dai fiamminghi ai veneziani, dal Canaletto al Guardì, dal Lorenese al Magnasco, dal
Pannini al Porpora, allo Zuccarelli e al romantico Corot.
Non ancora ventenne si dedica alla scultura con risultati sorprendenti per stile e senso
plastico. Nel 1931 esegue su commissione le due statue in Bronzo raffiguranti Cristoforo
Colombo e Dante Alighieri che adornano la monumentale facciata della chiesa di
Sant'Antonio da Padova in Pollenza. Modella per il Duomo di Acireale la statua in noce
della Madonna di Loreto, su ordinazione dell'allora Arcivescovo mons. Fernando Cento. Lavora la creta, il marmo e il legno, sfornando opere di
gran pregio. Partecipa con successo alle più qualificate manifestazioni artistiche. Nel
1928 a Pesaro ottiene il diploma di Alta Lode con medaglia d'argento. Nella mostra
dell'Artigianato di Ascoli Piceno ottiene il Primo Premio con medaglia d'oro. Alla
Galleria Bellenghi di Firenze le sue sculture in legno suscitano l'ammirazione di critici
e maestri dell'arte. Il suo nome è inserito nell'Albo d'Oro. Partecipa a numerose mostre
nazionali, come il Premio Scipione a Macerata, la Mostra Internazionale di Bari, sempre
con lusinghieri successi. Molto legato alla bottega d'antichità e restauro, dove il suo
estro creativo trova sempre lo spazio ideale per la sua ispirazione, rinuncia a
prestigiosi incarichi presso Accademie e Scuole d'arte. Con il tempo la sua arte si
personalizza di uno stile inconfondibile, sapientemente illuminato da freschezza cromatica
e profondo lirismo.
Passato e presente si fondono in una simbiosi stupefacente per armonia e gioioso incanto.
La sua pittura, che a giudizio di molti precorre l'arte colta e il citazionismo, si
afferma sempre più. Molti suoi dipinti finiscono in importanti gallerie e collezioni
private, sia in Italia che all'estero. Manrico Marinozzi lascia un ricco patrimonio di
opere, in scultura e soprattutto in pittura. |
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