 |
 |
Il fiore è un simbolo, esprime il
sentimento. Narra un'antica leggenda che, quando spuntò la prima volta, la terra sorrise,
il creato s'illuminò. Ma in quel giardino d'incanto, il suo profumo fu galeotto. E così
Eva incontrò Adamo. Da quelle lontane origini il fiore sinonimo di candore e di beltà,
ha accompagnato l'evolversi delle vicende umane e ogni momento di vita (un pensiero, un
amore, un addio) è scandito dalla sua presenza.
Fiori, freschi e profumati, teneri e abbandonati, immagini senza tempo che riflettono le
emozioni del cuore, le sensazioni dell'anima. Il fiore, nella sua struttura e nella sua
intima essenza, è da sempre al centro della pittura. Ogni artista ha cercato di fermare
la bellezza, di carpirne il segreto in un corollario di luci e di colori. Così è stato
per Manrico Marinozzi, artista dalle sapienti qualità pittoriche, che ha saputo coniugare
il fascino dell'antico con una visione moderna e lievemente romantica. Ecco allora,
"Fiori & Fiori" una mostra tematica di grande presa e suggestione,
che rivela un versante creativo dell'artista, quello più intimo e delicato, e focalizza
il raccordo tra due modi di essere, tra mondi diversi e concatenati, in cui rivivono gli
archetipi della bellezza pura e l'armonia della tonalità, una morfologia pittorica che
risponde e risuona dei canoni del realismo magico e della pittura plein air, un itinerario
espressivo in cui si ritrova lo stupore di luoghi lontani, il candore di antichi e moderni
dell'immaginario. Marinozzi, sostenuto da una vocazione autentica, dà smalto e
definizione alla sua sensibilità e alla sua ispirazione, enucleando sulla tela fiori di
ieri e di oggi, in una simbiosi di lirica sospensione e di trepidante musicalità.
Le immagini, mentalmente sentite, pittoricamente rese, ci appaiono come veri capolavori di
grazia e di raffinatezza, ora incastonati in scene di aulica e rinascimentale figurazione,
ora impaginati nel loro autonomo splendore ed intimo significato. Fiori sempre
incantevoli, siano essi mughetti, anemoni, gelsomini, o rose, mimose, margherite; creature
quasi viventi che continuano a parlarci di speranze e rimpianti, di amori e delusioni.
Anche il mito racconta il fiore. Si pensi a Narcisio che annegò attratto dalla sua
immagine, o a Cupido che versando un calice di vino bagno la rosa facendola arrossire.
Con "Fiori & Fiori" Manrico Marinozzi si conferma un'appassionato
cultore del bello e dell'antico, un sensibile interprete di realtà naturali e
d'insorgenze emotive.
Per un pittore come lui, che ha precorso l'arte colta e il citazionismo, dipingere un
petalo, una corolla o un mazzo di fiori, era come ritrovare il candore primigenio,
l'armonia segreta, l'anima delle cose. La sua pittura, è vero, rivisita i maestri del
passato, dai fiamminghi ai veneziani (il Canaletto, il Ricci, il Guardì), dal Pannini al
Lorenese, dal Porpora a Salvator Rosa, ma ogni su opera vibra e palpita di una tensione
creativa libera ed originale.
Marinozzi orchestra da par suo i fiori dentro sontuosi palcoscenici o li fa rivivere su
drappi sinuosi o in semplici brocche. Questo spaccato floreale costituisce qualcosa di
lessicamente unico e mirabile, che ogni giorno, ogni istante suscita nuove emozioni e
trepidanti sensazioni.
Ogni soggetto (olio o acquarello che sia) denota naturalezza e armonia con l'essere e il
suo universo. Per questo i suoi fiori, quelli di ieri e quelli di oggi, non hanno tempo,
si calano in fondo all'animo e portano nuove ed antiche primavere. |
|
Alvaro Valentini |
 |
Copyright © Cartacanta.org -
Tutti i diritti riservati
|